TESTIMONIANZE

Giovanna Bonvini

Psicologa

Ho da poco partecipato al seminario “TRAUMA E DISSOCIAZIONE NELL’INFANZIA: LA COSTRUZIONE DI UNA RELAZIONE DI SICUREZZA PER UNA CURA EFFICACE”, tenuto dalla Dott.ssa Tomba. Nel consultorio in cui lavoro vediamo spesso minori traumatizzati e avendo esperienza in contesti di emergenza, mi è spesso capitato di dover “maneggiare” sintomi che richiedono professionalità e preparazione.

 Ho trovato la docente molto brava nel coinvolgere i partecipanti e ho apprezzato sia l’apporto della sua esperienza diretta raccontando casi veri, sia la sua capacità di spiegare concetti complessi con chiarezza e semplicità. Ritengo che quanto appreso possa avere una ricaduta positiva sulla quotidianità del mio lavoro, in particolar modo il funzionamento fisiologico delle difese e il rilievo dato alla psicoeducazione per i genitori e per i pazienti. Suggerirei, per la prossima edizione, di strutturare il seminario su due moduli, così da arricchirlo ulteriormente di casi concreti trattati dalla Dott.ssa Tomba, utili come spunti di riflessione e confronto.             

Angela Palieri

Psicologa e Psicoterapeuta

Come psicologa con formazione sistemica, ma soprattutto in quanto membro della commissione UVMDi della Valle d’Aosta, lavoro sull’elaborazione dei progetti di vita per le persone con disabilità. Il seminario del dott. Dondi mi è stato utilissimo per sistematizzare pensieri e intuizioni che stiamo consolidando nella nostra prassi operativa, alla luce degli stimoli che il cambiamento culturale in atto sulla materia sta imponendo a servizi e operatori.

La cura centrata sulla famiglia è un paradigma che va al di là delle parole: comporta una revisione profonda del modo con cui gli operatori hanno sempre lavorato e del modo con cui le famiglie hanno portato le loro richieste. Diventa fondamentale chiedersi con quale paradigma ci si muove ed estirpare nella pratica i vecchi modelli; credo che il dott. Dondi sia riuscito in sole quattro ore a toccare tutte le tematiche di rilievo, alternando in modo efficace aspetti teorici, confronto tra i partecipanti e sistematizzazione dei contenuti emersi nei gruppi.

Elisa Leo

Psicologa ed Educatrice

Lavoro in una comunità residenziale per minori fra i 12 e i 18 anni, dove la sessualità è un tema complicato, che mette alla prova ospiti e operatori. Come équipe non avevamo un modo unico di approcciarci ad esso: ci sentivamo impotenti e incompetenti in un ambito delicatissimo, che provoca imbarazzo anche in noi adulti. Ci mancavano le giuste parole, i corretti strumenti. Sono arrivati con un corso di Riflessi curato dalla Dott.ssa Giolito: ci ha fornito chiavi di lettura e strumenti concreti. Al sollievo professionale si affianca la soddisfazione personale: ho un Master in sessuologia, che non mi aveva offerto una formazione così specifica e calata in situazione. Mi mancavano dei pezzi e oggi mi sento più ricca e completa.

Francesco Vacirca

Psicologo e responsabile di équipe educativa

Nella mia professione lavoro con le persone, siano esse colleghi d’équipe o pazienti. Tutti i corsi frequentati con Riflessi avevano una comune caratteristica: proponevano di lavorare sulle risorse dell’interlocutore e non solo sui punti critici. Un aspetto di apertura, questo, che raramente ho trovato in altre formazioni cliniche e che mi ha convinto a scegliere quei corsi. 
L’area di riferimento di Riflessi è la mia, quella del lavoro in ambito clinico e sociale: i suoi corsi esplorano questa nicchia e l’approfondiscono. Sono per me un riferimento quotidiano sempre concreto. Penso al corso sulla VIG, un percorso lungo e ricco verso una nuova metodologia, che sto sperimentando ogni giorno nel contesto del colloquio clinico.

Frida Luison

Educatrice, responsabile di comunità residenziale per minori

Ho frequentato il corso di Riflessi con Haim Omer sulla Resistenza non Violenta. Conoscevo già il Professore di cui avevo letto libri e guardato un paio di webinar, ma non mi ero ancora decisa a concentrarmi sull’argomento e a investire tempo e risorse. I dubbi sono spesso gli stessi: mi porterò a casa qualcosa di davvero concreto? È esattamente ciò che fa per me? Varrà la pena investirci? 
Il corso mi ha lasciato quanto desideravo: una modalità nuova per affrontare gli atteggiamenti problematici dei ragazzi – aggressivi e non – che prima in comunità venivano affrontati con scarsi risultati. Questi nuovi strumenti stanno dando i loro frutti: ho appreso un metodo nuovo e immediatamente applicabile, un grande arricchimento nel mio borsello degli attrezzi da operatrice sociale. 

Lucia Sodini

Assistente Sociale e mediatrice familiare

Ciò che più mi ha attirato del programma del corso sulle Separazione Conflittuali è stata la parte dedicata ai figli che rifiutano di incontrare i genitori: mi è capitato spesso nella mia esperienza come assistente sociale, ed è sempre stato complicato da gestire. Necessitavo forse di uno sguardo diverso: nell’affrontare le separazioni altamente conflittuali gli strumenti appresi nel precedente percorso formativo come mediatrice familiare erano poco spendibili concretamente.

Il legame disperante e il tema della perdita ambigua hanno davvero sollecitato la mia visione della problematica; gli aspetti teorici (come l’attenzione alla ricostruzione della relazione genitori/figli prima della separazione) e quelli pragmatici (penso alle “9 azioni che possono aiutare”): indicazioni immediatamente applicabili, che mi saranno di prezioso aiuto nella gestione di queste criticità!

Chiara Bruzzese

Educatrice

Il primo corso frequentato con Riflessi è stato quello sulle “Perdite Ambigue”, curato dalla Dott.ssa Pauline Boss. Poteva tornarmi utile nel mio lavoro con minori in uscita da percorsi di vita difficili, che spesso, pur così giovani, già debbono confrontarsi con il meccanismo della perdita o dell’abbandono. È difficile a quell’età e lo è altrettanto per noi educatori capire la loro sofferenza, aiutarli a interpretarla e superarla. La preoccupazione circa il corso era tuttavia legata alla modalità di fruizione, online, e al pensiero che la Dott.ssa Boss si trovasse negli Stati Uniti. Dubbi sciolti presto: i pomeriggi di formazione sono trascorsi senza intoppi e senza avvertire differenza rispetto alla fruizione di un corso in presenza. Il risultato è che oggi percepisco in un modo completamente diverso rispetto a prima le “Perdite ambigue” con cui mi confronto sul lavoro, dispongo di una mappa concettuale per comprenderle e soprattutto di strumenti per intervenire. 

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