Rosalinda Cassibba
Professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione

L’AFFIDAMENTO FAMILIARE TRA TEORIA E REALTÀ

OPPORTUNITÀ, INCONGRUENZE E CONTRADDIZIONI
L’affidamento familiare, disciplinato dalla legge 184/83, si propone come un intervento complesso e multilivello, pensato per tutelare i minori in difficoltà.
Nel corso degli anni, le diverse criticità emerse dall’applicazione della legge del 1983 hanno portato alla revisione di alcuni suoi articoli riguardanti, in particolare, questioni legate alla durata della permanenza del minore in una famiglia diversa da quella biologica, così come alle problematiche più specificamente attinenti alla continuità affettiva.
I dati più recenti sulla situazione post-affido dei minori rivelano che solo una limitata percentuale di minori è rientrata in famiglia; alcuni sono passati in collocamento preadottivo; altri, avendo raggiunto la maggiore età, hanno intrapreso un percorso di vita autonomo; di altri ancora non si hanno notizie o sono passati a forme differenti di collocamento extra-familiare.


Basandoci su questi dati sorgono spontanei alcuni quesiti:

  • Come valutare l’efficacia dell’affido?
  • Possiamo limitarci a considerare il rientro in famiglia come indicatore di successo o non dobbiamo, piuttosto, focalizzarci sui risultati, in termini di sviluppo e benessere, raggiunti dal minore insieme alla sua famiglia?
  • E’ possibile individuare dei predittori dell’esito dell’affido?

Le ricerche che hanno esaminato gli effetti dell’affidamento familiare su aspetti specifici della vita del minore e del suo contesto familiare hanno evidenziato alcuni dei fattori che contribuiscono al buon esito o al fallimento di tale esperienza; tra questi, particolare rilievo è stato accordato alle tipologie di avversità che hanno caratterizzato la storia evolutiva del minore, alla formazione degli affidatari, agli interventi rivolti alle famiglie biologiche, alla durata stessa dell’affido prevista dalla legge, “limitata” rispetto agli obiettivi di riorganizzazione dei modelli relazionali disfunzionali interiorizzati dai minori che l’affido si prefigge.
Una questione necessariamente da affrontare perché l’affido possa risultare efficace riguarda la predisposizione di interventi strutturati di sostegno da offrire alle famiglie e al minore lungo tutto il percorso di affido. Quest’ultimo, infatti, non coincide né si esaurisce con il collocamento del bambino nella famiglia accogliente; il suo successo, al contrario, sembra dipendere dalla possibilità di accompagnare il bambino, la sua famiglia biologica e gli affidatari lungo tutto il percorso dell’affidamento, fino al conseguimento degli obiettivi prefissati.
In altri termini, si tratta di mettere a punto accorgimenti e azioni concrete sin dal momento dell’allontanamento del minore dalla famiglia (ad esempio, preparando il distacco, aiutando il bambino e i suoi familiari a comprendere i motivi del distacco e ad elaborare i vissuti di perdita, ecc.) fino al suo successivo rientro o, comunque, alla conclusione dell’esperienza per la collocazione definitiva del minore presso un’altra famiglia, o per il raggiungimento della sua maggiore età.
Lungo il percorso, l’intervento dovrà preoccuparsi di sostenere l’adattamento del minore e degli affidatari alla nuova situazione, promuovendo nel contempo cambiamenti permanenti nel minore e nella sua famiglia biologica.
L’intervento non potrà trascurare, infine, di assicurare una supervisione agli operatori coinvolti nell’intervento, coordinandoli tra loro e garantendo la comunicazione delle informazioni.

Tipologia della didattica

Il seminario verrà svolto attraverso la piattaforma di e-learning ZOOM.
La metodologia formativa prevede nella mattinata l’inquadramento del tema da parte della Prof.ssa Rosalinda Cassibba: verranno presentati i concetti chiave sia teorici che metodologici e sarà dato spazio all’esemplificazione delle problematiche e delle relative strategie per affrontarle.
Il pomeriggio sarà dedicato alla esposizione di casi esemplificativi con la partecipazione come discussant di Marco Chistolini e Dario Merlino.

Destinatari

Il percorso formativo è rivolto agli operatori che a vario titolo ed in differenti contesti i si occupano di affido familiare: assistenti sociali, psicologi, psichiatri e neuropsichiatri infantili, educatori, avvocati, giudici minorili.

Docente

Rosalinda Cassibba. Professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione all’Università degli Studi di Bari. E’ autrice di diverse pubblicazioni sullo sviluppo delle relazioni di attaccamento in contesti familiari ed extra-familiari e in situazioni di rischio. 

Discussant

Marco Chistolini, psicologo e psicoterapeuta, lavora da anni come clinico, formatore e supervisore sui temi dell’adozione, nazionale e internazionale, della tutela dei minori e dell’affido familiare.
Dario Merlino, psicologo e psicoterapeuta, Responsabile clinico Progetto Casa Base della Cooperativa Paradigma di Torino

Crediti formativi

Sono stati richiesti i crediti all’Ordine Assistenti Sociali.

Costi e iscrizione

  • Per iscrizioni entro il 30 novembre 2020 il costo del seminario è di € 85,00*.
  • Per gli studenti universitari, per i tirocinanti post-laurea e dei corsi di specializzazione che esibiscono idoneo certificato il costo di iscrizione è di Euro 70,00* entro il 30 novembre 2020.

*Il prezzo scontato appare nel carrello

Modalità di pagamento

È possibile effettuare il pagamento sul sito esclusimente tramite PayPal e Carta di Credito.
Le Cooperative, i Consorzi, le Istituzioni che fossero interessate ad iscrizioni multiple, e tutti coloro che non possono formalizzare l’iscrizione con pagamento elettronico, possono fare richiesta di iscrizione tramite apposito form a questo link.

La partecipazione al seminario è riservata agli utenti registrati, pertanto solo dopo aver effettuato l’accesso comparirà il pulsante “Aggiungi al carrello”.

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